I luoghi della conservazione del cibo

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N. SANTOPUOLI, A. ALVISI
I luoghi della conservazione del cibo: dalla conoscenza alla valorizzazione delle strutture architettoniche
in A. Ciarallo, B. Vernia (a cura di), “Conservare il cibo da Columella ad Artusi. I luoghi della conservazione”, Felici, Pisa 2009, pp. 81-97
[ISBN: 9788860193094]

Abstract
La pratica della conservazione di alimenti e bevande costituisce una problematica che da sempre l’uomo ha dovuto affrontare per potersi garantire adeguate fonti di sostentamento durante l’intero ciclo delle stagioni e i periodi di carestia. Fin dall’antichità sono stati elaborati sistemi atti a riporre gli alimenti in vista della loro conservazione e consumazione in un momento successivo. Dalla realizzazione di appositi recipienti atti a contenere il cibo, l’attenzione si è estesa anche ai locali dove riporre tali contenitori – cantine, cisterne, pozzi e, in generale, spazi ipogei – portando, nel corso dei secoli, ad affinare e a differenziare i sistemi costruttivi, i materiali impiegati e gli accorgimenti relativi al mantenimento del microclima. Ne risultano soluzioni architettoniche costruttive più specifiche rispetto ai semplici locali parzialmente o totalmente interrati destinati al deposito e alla conservazione di derrate alimentari. Un interessante caso di indagine ai fini della presente ricerca è costituito dai luoghi della conservazione situati nel complesso monumentale di Colle Ameno a Sasso Marconi, in provincia di Bologna.

 

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