Immobili storico-artistici vincolati: competenza esclusiva dell’architetto

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Immobili storico-artistici vincolati: competenza esclusiva dell’architetto

Competenza architetto

La sentenza del Consiglio di Stato n. 12 del 9 gennaio 2014 conferma la competenza esclusiva dell’architetto relativamente alla direzione lavori di opere da eseguirsi su edifici ritenuti di interesse storico-artistico. La ripartizione delle competenze professionali di ingegneri e architetti viene regolata, ancora oggi, dal Regio Decreto 2537 del 1925, dove l’art. 52 recita:

«Formano oggetto tanto della professione di ingegnere quanto di quella di architetto le opere di edilizia civile, nonché i rilievi geometrici e le operazioni di estimo ad esse relative. Tuttavia le opere di edilizia civile che presentano rilevante carattere artistico ed il restauro e il ripristino degli edifici contemplati dalla legge 20 giugno 1909, n. 364, per l’antichità e le belle arti, sono di spettanza della professione di architetto; ma la parte tecnica ne può essere compiuta tanto dall’architetto quanto dall’ingegnere».

Questo significa, in concreto, che la progettazione e la DL di opere da eseguirsi su edifici soggetti a vincolo monumentale (ai sensi della Parte II del D.Lgs. 42/2004 – Codice dei Beni Culturali e s. m. e i.) sono di competenza esclusiva dell’architetto.

La sentenza in oggetto chiarisce i dubbi sorti a livello comunitario sul limite di competenza degli ingegneri in relazione alla normativa dell’Unione Europea e ai titoli professionali rilasciati nei paesi ad essa afferenti; conclude affermando che l’art 52. del RD 2537/1925 non risulta incompatibile con le direttive comunitarie, pertanto le affermazioni contenute in esso possono ritenersi ancora valide.

Regio Decreto 2537-1925

CNAPPC

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